mercoledì 17 dicembre 2008

Meridiano di Greenwich

Il meridiano di Greenwich (o meridiano fondamentale o meridiano primo o meridiano zero) è il circolo massimo meridiano avente per convenzione longitudine pari a zero. È la linea di longitudine passante attraverso l'Osservatorio di Greenwich in Inghilterra.

È stato concordato nell'ottobre del 1884 a Washington alla presenza del Presidente degli Stati uniti d'America, da 41 delegati provenienti da 25 paesi, riuniti per la Conferenza Internazionale dei Meridiani.






Tool per trovare le Coordinate (Latitudine e Longitudine) in Google Maps


Matina Giovanni

Latitudine e Longitudine

La longitudine (dal latino longitudolongitudĭnis, "lunghezza"; derivato di longus, "lungo") è la coordinata geografica che indica la distanza angolare in senso Est o Ovest dal meridiano fondamentale. Tale angolo viene misurato in gradi sessagesimali su un piano perpendicolare all'asse terrestre e può assumere valori nell'intervallo da 0 a 180° E e da 0 a 180° W.

La latitudine (o latitudine geografica) è la coordinata geografica pari all'altezza del polo celeste sull'orizzonte. La latitudine è pari all'angolo che la verticale di un punto sulla superficie della Terra (o di un pianeta) forma con il piano equatoriale. Tale angolo viene misurato in gradi sessagesimali e può assumere valori nell'intervallo da 0 a 90° N e da 0 a 90° S.



Clicca
quì per leggere l'articolo intero Longitudine su wikipedia.
Clicca quì per leggere l'articolo intero Latitudine su wikipedia.



LEZIONI DI FRANCESE

INFORMAZIONE IMPORTANTE:
C'E' LA POSSIBILITA' DI LAVORARE SU QUESTO BLOG ANCHE CON IL PROF DI FRANCESE.
COSA NE DITE E NE PENSATE??

PER COMINCIARE VISITATE IL SITO:
WWW.TVCINQUE.FR

PROF. COPPOLA ANGELO

venerdì 5 dicembre 2008

Palumbo Piccionello Carmelo

giovedì 4 dicembre 2008

Il metodo scientifico

Il metodo scientifico è la modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettivaaffidabileverificabile econdivisibile. Esso consiste, da una parte, nella raccolta di evidenza empirica e misurabile attraverso l'osservazione e l'esperimento; dall'altra, nella formulazione di ipotesi e teorie da sottoporre nuovamente al vaglio dell'esperimento.





clicca quì per leggere l'articolo intero metodo scientifico su wikipedia


Matina Giovanni

martedì 2 dicembre 2008

1. LA LEGGE DI GRAVITAZIONE UNIVERSALE


La leggenda vuole che l'idea della legge di gravità sia venuta a Newton osservando la caduta di una mela da un albero (altre versioni danno la mela caduta direttamente sulla sua testa), Newton si sarebbe chiesto cosa sarebbe successo se la mela fosse caduta da un'altezza pari alla distanza tra la luna e la terra. Si accorse dunque che la mela e la luna, questi due oggetti così diversi tra loro, potevano ugualmente essere soggetti alla stessa legge fisica. In realtà la formulazione della legge di gravità è l'ultimo atto di un lungo percorso scientifico che aveva portato numerosi fisici prima di Newton ad analizzare solo parzialmente le leggi della dinamica dei corpi a seguito delle scoperte di Galileo.
Newton scoprì che le masse dei corpi celesti si attraggono proporzionalmente al prodotto delle masse e in ragione inversa del quadrato delle distanze, tale attrazione prese il nome di gravità. Questa legge, semplice in sé, comportava una rivoluzione epocale nella meccanica dei corpi, la gravità era valida universalmente in tutti i luoghi dell'universo e implicava una reciproca relazione e una reciproca influenza di tutti i corpi presenti nel cosmo. La gravità è quella forza per cui un corpo sulla terra si tiene ancorato al suolo. Più una massa è grande, maggiore sarà la sua forza di attrazione gravitazionale, e nulla che abbia una massa inferiore potrà liberarsi dall'attrazione gravitazionale della massa più grande, se non con grande sforzo (si pensi alle enormi quantità di energia indispensabili per staccare dal suolo i razzi e farli sfuggire all'attrazione gravitazionale terrestre).Alla luce della nuova teoria, lo stesso moto ellittico degli astri di Keplero venne messo in discussione, in quanto l'ellissi che descriveva la Terra attorno al Sole non poteva essere perfetta come sostenevano gli studi di Keplero, ma avrebbe dovuto presentare delle perturbazioni conseguenti all'influenza della massa degli altri pianeti.
L'universo descritto da Newton possedeva la qualità di essere uniforme in senso assoluto. Ciò significa che ogni regione spazio-temporale dell'universo sottostava non solo alle medesime leggi fisiche, ma presentava anche una uniformità delle condizioni temporali e geometriche dello spazio e del tempo che verrano poi messe in discussione dalla teoria della relatività. La fisica classica di Newton comportava pur sempre la presenza necessaria dell'etere, la presenza di una materia leggera e quasi volatile che doveva comunque occupare tutti gli spazi del cosmo per rendere possibile la trasmissione fisico-meccanica delle cause e degli effetti di tutti i fenomeni (per la vicenda della confutazione dell'etere si veda la relatività di Einstein).
2. Massa e Peso
La definizione della legge di gravità implica la distinzione tra massa e peso di un corpo: la massa di un corpo consiste nella quantità di materia presente nel corpo stesso, quantità in base alla quale si forma la forza di gravità; Il peso di un corpo è invece il risultato della forza di gravità applicata sul corpo. Più ci si allontana dalla Terra, che è l'agglomerato di materia più grande "nelle immediate vicinanze" dell'uomo, più la forza di gravità esercitata dal pianeta sui corpi decresce, ecco perché gli astronauti godono dell'invidiabile dono della perdita di peso e lievitano nello spazio. La massa è quindi quell'agglomerato di materia che rende possibile alla gravità di esercitare una certa forza di attrazione, e il peso non è altro che l'effetto di questa forza (sulla luna i corpi sono più leggeri perché la sua minore massa attrae a sé i corpi in modo più blando).
Ancora una volta, come si è già visto per Galileo, il nuovo metodo scientifico non permette solo di arrivare a conclusioni che esulano dal senso comune, ma permette anche di prevedere in modo straordinario il comportamento dei corpi in regioni dello spazio ancora inesplorate (gli astronauti subiscono necessariamente gli effetti di quella legge di gravità che fu scoperta tre secoli prima delle loro esperienze in assenza di peso).



EMANUELE GRAMAGLIA.

I PIANETI DEL SISTEMA SOLARE







EMANUELE GRAMAGLIA.

Isaac Newton e la sua legge della gravità


" Qualsiasi oggetto dell'Universo attrae ogni altro oggetto con una forza diretta lungo la linea che congiunge i baricentri dei due oggetti, di intensità direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse ed inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza ".
                                                                                                                                                                              Isaac Newton



clicca quì per leggere l'intero articolo forza di gravità su wikipedia




Matina Giovanni


la forza di gravità e le leggi di Keplero

La legge di gravità



La gravità è una delle quattro interazioni fondamentali che regolano l'intero universo. In meccanica classica la gravità risulta essere una forza conservativa che si manifesta fra corpi dotati di massa, e perciò dotata di un'energia potenziale gravitazionale; nella teoria della relatività generale la forza di gravità è invece legata alla geometria (non euclidea) dello spazio-tempo e devia dalla traiettoria rettilinea anche particelle prive di massa, quali i fotoni.




Le leggi di Keplero



Le tre leggi del movimento dei pianeti sono il principale contributo di Johannes Kepler, detto Keplero, all'astronomia e alla meccanica. Keplero le derivò in parte studiando le osservazioni di Tycho Brahe. Isaac Newton avrebbe più tardi verificato la validità di queste leggi alla luce della teoria della gravitazione universale.



PRIMA LEGGE
L'orbita descritta da un pianeta è un ellisse, di cui il Sole occupa uno dei due fuochi.


SECONDA LEGGE
Il raggio vettore che unisce il centro del Sole con il centro del pianeta descrive aree uguali in tempi uguali.


TERZA LEGGE
I quadrati dei periodi di rivoluzione dei pianeti sono direttamente proporzionali ai cubi dei semiassi maggiori delle loro orbite.








PALUMBO PICCIONELLO CARMELO







Palumbo Piccionello Carmelo






Powered By Blogger